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Storia

La legislazione italiana distingue due diverse categorie di elevatori:

- in servizio pubblico;
- in servizio privato accessibili al pubblico.

ASCENSORI IN SERVIZIO PUBBLICO

Vengono considerati in servizio pubblico gli ascensori destinati ad un servizio di pubblico trasporto, in particolare quelli che fanno parte integrante di ferrovie, tranvie e simili, nonché quelli destinati a facilitare le comunicazioni con centri abitati o con stazioni ferrotranviarie. La normativa riguardante detti impianti è stabilita dal D.M. 3 marzo 1931 i contenuti del quale, dati i pochi casi che si presentano nella pratica, non riteniamo sia opportuno addentrarci: si tratta di un insieme di prescrizioni assai invecchiate, che tuttavia, al momento attuale, mantengono la loro validità.

Il D.M. n° 587 del 9 dicembre 1987, recita infatti all'Art. 6, Comma 4 che "gli ascensori di nuova costruzione in servizio pubblico, restano soggetti alla disciplina stabilita dalle vigenti disposizioni legislative e regolamentari, sia statali che regionali, sempre che non in contrasto con il presente Decreto. Sono fatte salve le prescrizioni tecniche supplementari comprese nel capitolato d'oneri per la realizzazione di ogni ascensore in servizio pubblico, secondo quanto potrà essere disposto dal ministero dei Trasporti".

ASCENSORI IN SERVIZIO PRIVATO

In questa sede verrà dedicata maggiore attenzione ai casi di normale impiego degli elevatori in servizio privato, al fine di fornire le prescrizioni e le raccomandazioni che riteniamo possano risultare di utilità.
La prima regolamentazione italiana risale agli anni 1927-28, ma il progresso della tecnica e l'evoluzione dei criteri di sicurezza hanno comportato diversi, successivi aggiornamenti, sino alla promulgazione della Legge n° 1415 del 24.10.42, alla quale hanno fatto seguito i Decreti che ne costituiscono - rispettivamente - il regolamento amministrativo e quello tecnico:

D.P.R. n. 1767 del 24.12.51
D.P.R. n. 1497 del 29.05.63

Seppur integrato di alcune disposizioni comunali, il regolamento amministrativo D.P.R. n. 1767 del 24.12.51 è tutt'ora valido , mentre quello tecnico D.P.R. n. 1497 del 29.05.63 è decaduto per far posto alla nuova Normativa Europea (EURONORMA EN 81). La necessità di un aggiornamento era del resto evidente, a fronte dell'incalzante evoluzione della tecnica, che ha continuato a porre nuovi dispositivi e nuove apparecchiature. Ed è stato proprio la differente normativa in vigore nei vari paesi, con riflessi chiaramente negativi sull'interscambio, che ha indotto la CEE (Comunità Economica Europea) ad interessarsi del problema, affidandone lo studio al CEN (Comitato Europeo di Normalizzazione), al quale aderiscono anche nazioni non facenti parte della Comunità.

Dopo sei anni di approfondite ed accanite discussioni, si è giunti alla stesura della EURONORMA EN 81. Il difficile scopo della Normativa Europea era quello di formulare una norma destinata a diventare "europea" senza eccezioni per tutti i Paesi membri. Obiettivo ambizioso che si è raggiunto, ove indispensabile, adottando delle soluzioni di compromesso. Senza alterare la filosofia di base della EN 81 si è infatti fatto ricorso alle cosiddette "opzioni nazionali": per alcuni argomenti controversi, per i quali non è stato possibile trovare un accordo, si è apposta nel margine del testo un'apposita annotazione ("N"), consentendo che, sull'argomento corrispondente, ogni nazione potesse diversificare la prescrizione generale con proprie opzioni. La CEE stessa ha ritenuto peraltro di apportare alcune precisazioni e modifiche, pubblicando, nel settembre 1984 due Direttive del Consiglio. Negli anni successivi le analisi di alcuni stati membri (in Francia ad esempio l'EN 81 è stata recepita sin dal 1982) hanno portato a rilevare delle imprecisioni della norma, inducendo il CEN (Comitato Europeo di Normalizzazione) ad alcune ratifiche sanzionate dalla pubblicazione di un nuovo testo uscito nel dicembre 1985. Ad integrazione del testo emanato nel 1985, la CEE emana infine una terza "Direttiva" (giugno 1987) con ulteriori decisioni.

Nel luglio 1987 l'UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) procede con la pubblicazione in lingua italiana della norma aggiornata, ivi includendo le "opzioni nazionali", definite nel frattempo dall'apposita Commissione dell'UNI stesso. Il recepimento delle Direttive CEE da parte della legislazione italiana è avvenuto mediante due Decreti Ministeriali di fine 1987, pubblicati dalla Gazzetta Ufficiale nel marzo del 1988:

- Decreto Ministeriale 28 novembre 1987, n° 586 in attuazione della Direttiva n. 84/528/CEE relativa agli apparecchi di sollevamento e di movimentazione e loro elementi costruttivi;
- Decreto Ministeriale 9 dicembre 1987, n° 587 in attuazione delle direttive n. 84/529/CEE e n. 86/312/CEE relative agli ascensori elettrici.

Per maggiore chiarezza espositiva di seguito troverete una rapida sintesi riepilogativa dell'iter normativo degli ultimi anni:

SVILUPPI DELLA NORMATIVA ASCENSORISTICA
Ottobre 1977CEN porta a termine l'incarico affidatogli da CEE pubblicando il testo in 3 lingue nella neo-nata" Norma Europea EN 81" Parte 1°
Dicembre 1980UNI pubblica in lingua italiana il testo della suddetta Norma
17 settembre 1984CEE emana la "Direttiva " 84/528 recante precisazioni, soprattutto in merito ai laboratori di prova e alla omologazione dei prodotti
17 settembre 1984CEE emana la "Direttiva" 84/528 che stabilisce la validità della EN 81 Parte 1°; secondo un testo revisionato
Dicembre 1985CEN pubblica il testo definitivo
18 giugno 1986CEE emana la "Direttiva" 86/312 con ulteriori precisazioni
Luglio 1987UNI pubblica in lingua italiana il definitivo testo CEN
Novembre 1987CEN pubblica EN 81 Parte 2° per ascensori idraulici
28 novembre 1987ATTI REPUBBLICA ITALIANA: il Ministro per il Coordinamento delle politiche comunitarie emana il DM 586 per l'attuazione della Direttiva CEE 84/528
9 dicembre 1987ATTI REPUBBLICA ITALIANA: il Ministro per il Coordinamento delle politiche comunitarie emana il DM 587 per l'attuazione delle Direttive CEE 84/529 e 86/312
25 marzo 1988GAZZETTA UFFICIALE della Repubblica Italiana: il Supplemento N.17 pubblica i predetti DM 586 e DM 587
Settembre 1989UNI pubblica la UNI EN 81.2 in italiano
17 settembre 1990CEE emana la Direttiva 90/486 che stabilisce la validità della EN 81.2
28 marzo 1994ATTI REPUBBLICA ITALIANA: il Presidente della Repubblica emana il D.P.R. 268 per l'attuazione della Direttiva CEE 90/486
3 maggio 1994GAZZETTA UFFICIALE della Repubblica Italiana n.101 pubblica il D.P.R. 268
7 settembre 1995GAZZETTA UFFICIALE delle Comunità Europee L 213 pubblica la Direttiva 95/16/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 29 giugno 1995, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative agli ascensori

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